Roma contro l'Elettrosmog

IL DECRETO SBLOCCA ITALIA FA LO SCONTO AI GESTORI DI TELEFONIA MOBILE

L’Italia non finisce mai di stupire: popolo di santi, navigatori e…. inventori! Al punto che la fantasia del legislatore non trova più limiti, pur di accontentare questa o quella categoria economica, penalizzando, manco a dirlo, la comunità di cittadini, che rappresenta lo Stato.
Così, dopo il Decreto Crescita di due anni fa, che aveva sancito in maniera surrettizia e subdola l’aumento dei livelli di esposizione all’elettrosmog a cui può sottostare la popolazione italiana, realizzato “truccando” le modalità di misurazione dei campi elettromagnetici (l’intervallo di 6 min. elevato a 24 ore!), adesso il Governo, piuttosto che tagliare i costi dei servizi ai cittadini, li taglia – praticamente del tutto – agli operatori di telecomunicazione, consentendo loro di evitare di versare agli enti locali qualsiasi canone, onere o tassa o indennizzo “funzionali alla costruzione di reti a banda larga ed ultralarga”, anche se già autorizzate.
Si tratta di un enorme regalo elargito alle multinazionali di telefonia mobile, che avranno così mano libera nei confronti dei comuni, per realizzare in ogni angolo del territorio antenne, tralicci e ripetitori, con l’effetto di alimentare il riprovevole fenomeno di “Antenna Selvaggia”.
Nella storia, pur tribolata, dei favori erogati a categorie economiche privilegiate, non si era mai vista una manovra tanto esplicita quanto spudorata, portata a compimento sulla pelle dei cittadini, che subiranno ancora una volta gli effetti devastanti di questo ennesimo “colpo di mano”, sia in termini di esposizione ai campi elettromagnetici, che di degrado urbano, paesaggistico ed ambientale.
E’ inaudito e vergognoso che le istituzioni al Governo ed in Parlamento si rendano complici di questo provvedimento, contenuto in un sub emendamento all’art. 6 del Decreto Legge 12 settembre 2014 n° 133, approvato dalla Commissione Ambiente della Camera, in sede di conversione in legge, il 15 ottobre scorso, e che rappresenta un autentico schiaffo alla salute degli italiani.
Chiediamo che questo articolo venga immediatamente censurato ed eliminato dal Decreto, perché esso, fra l’altro, mortifica ogni iniziativa con cui gli enti locali stanno affrontando, spesso con successo, le buone pratiche di pianificazione, per gestire e razionalizzare la distribuzione delle infrastrutture di comunicazione elettroniche sul territorio di competenza.

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