Roma contro l'Elettrosmog

A.A.A. CERCASI PIANO ANTENNE A ROMA

DISATTESA  LA DELIBERA SUL REGOLAMENTO DEGLI IMPIANTI DI TELEFONIA MOBILE

APPELLO ALLE ISTITUZIONI :  NON PERDETE TEMPO, LA CAPITALE STA PER ESSERE INVASA DA MIGLIAIA DI NUOVE ANTENNE

C’è una Delibera, la 26 del 14.05.2015, approvata a larghissima maggioranza dall’Assemblea capitolina durante il mandato del Sindaco Marino, con il sostegno di tutto il gruppo del M5S, che, dopo oltre due anni, risulta ancora disattesa, anzi scomparsa!

Si tratta del Regolamento per la localizzazione, l’installazione e la modifica degli impianti di telefonia mobile, che prevede la redazione del Piano di localizzazione nonché l’adozione di un sistema di monitoraggio delle sorgenti di campo elettromagnetico nel territorio della Capitale; attesissimo provvedimento, invocato a gran voce da cittadini, comitati e associazioni e giunto al sospirato epilogo dopo ben 15 anni di battaglie.

Ebbene, con l’avvento della sindaca Raggi si sperava in un pronto avvio delle procedure per dare gambe al Regolamento, attraverso l’approvazione del Piano regolatore delle antenne, ma ad oggi nulla di tutto ciò risulta essere stato intrapreso dalla Giunta in carica.

Anzi, le testimonianze raccolte nei vari quartieri della città riportano una rapida e crescente recrudescenza del fenomeno di “antenna selvaggia”, che connota il far-west elettromagnetico imperante nella Capitale da un paio di decenni a questa parte.

Sarà che la Giunta a guida 5 Stelle, ad oltre un anno dal suo insediamento, appare distratta da altre più importanti incombenze, rispetto al compito di tutelare i cittadini dai possibili rischi di una esposizione, gratuita e continuativa, ai campi elettromagnetici generati dai numerosissimi impianti di cui è disseminato il territorio (ricordiamo che Roma vanta il primato europeo per il più elevato numero di antenne di telefonia mobile, una vera e propria “discarica elettromagnetica”, che, fra l’altro, deturpa il suo skyline, dichiarato “patrimonio dell’umanità” dall’Unesco).

Sarà che la sindaca Raggi non appare un esempio di grande coerenza, se in luogo di occuparsi della salute dei cittadini e indispettita dalla decisione del Governo nazionale di escludere la Capitale dal novero delle città selezionate per la sperimentazione della tecnologia 5G, ha deciso, in perfetta solitudine, di stringere un accordo con Fastweb, per avviare la sperimentazione del 5G anche nel territorio della Città Eterna!

Sarà, dunque, per questi ed altri motivi, ma i dati inconfutabili ci raccontano oggi di una inqualificabile omissione, che pesa come un macigno su chi oggi governa la nostra città e che si consuma sulla pelle dei cittadini romani.

Dati inconfutabili (e non opinioni personali) suggeriscono uno scenario futuro, ma di un futuro dietro l’angolo, a dir poco drammatico, laddove, sulla spinta delle nuove tecnologie ultraveloci del 5G, pioveranno a breve sopra le nostre teste, altre migliaia di nuove antenne, indispensabili, si dice, a far funzionare speditamente i cellulari di nuova generazione.

Appare, pertanto, contraddittorio e, aggiungo, offensivo, il comportamento da un lato dilatorio, dall’altro schizofrenico della Sindaca Raggi, di rinunciare ad affrontare con determinazione problematiche che investono la salute della popolazione, sia per il presente che in proiezione ad un futuro già in divenire.

Lanciamo, dunque, un accorato appello affinché il primo cittadino dia subito mandato ai propri uffici di elaborare il Piano Regolatore delle antenne e censire le infrastrutture esistenti, istituisca l’Osservatorio di settore, a cui i cittadini organizzati hanno pieno diritto di partecipare, si faccia infine promotore della richiesta alla Regione di avviare una seria indagine epidemiologica nel territorio della città metropolitana, per chiarire una volta per tutte a quali conseguenze per l’incolumità della salute sia andata incontro la popolazione, a causa dell’intensa e prolungata esposizione ai campi elettromagnetici, effetto della proliferazione incontrollata di impianti radioelettrici nel territorio urbano.

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