Roma contro l'Elettrosmog

La storia

Dopo aver promosso ed attuato, nella primavera del 2003, incisive azioni di protesta e sensibilizzazione sul tema dell’elettrosmog in tutta la città, il Coordinamento ha ottenuto l’attenzione delle istituzioni comunali, perseguendo l’obiettivo, nel giugno dello stesso anno, della votazione in Consiglio comunale di un ordine del giorno.
Tale atto d’impegno, se da un lato vincola il Sindaco e la sua Giunta ad assumere concrete iniziative sul tema dell’elettrosmog, dall’altro non ha prodotto fino ad oggi alcun risultato di valore, essendo stato sostanzialmente disatteso.
Dopo aver inutilmente chiesto di incontrare il Sindaco Veltroni (lettera del novembre 2003), al quale il Coordinamento intendeva rappresentare l’esigenza indilazionabile ed irrinunciabile di affrontare questo delicato tema attraverso un approccio chiaro e trasparente, ispirato a criteri e principi di partecipazione e decentramento, lo stesso è stato ricevuto ad un Tavolo di confronto istituzionale, dall’Assessore comunale alle Politiche di attuazione degli strumenti urbanistici, D’Alessandro, il 2 febbraio 2004.
All’Assessore il Coordinamento, nel presentare la Piattaforma rivendicativa, ha ribadito che solo un percorso condiviso anche dalle parti sociali, fatto di scelte e responsabilità, avrebbe contribuito a recuperare la fiducia della popolazione ed attenuare il clima del conflitto sociale, armonizzando le esigenze di sviluppo tecnologico, proprie degli operatori di telecomunicazione, con quelle, preminenti, di salvaguardia del diritto alla salute e di dignità del cittadino.
Gli impegni assunti dal Comune in quella sede possono così sintetizzarsi:
– Decentramento di competenze sulle vicende autorizzatorie in materia di TLC ai Municipi;
– Maggiore coinvolgimento delle realtà associative cittadine nella elaborazione delle scelte di governo del territorio.
A seguito di quelle dichiarazioni la Giunta Comunale, il 12 aprile 2004, conferiva mandato all’Assessore D’Alessandro di sottoscrivere un Protocollo d’Intesa con i gestori di telefonia mobile, accordo che è stato formalizzato il 5 luglio 2004 e con un Addendum il 22 luglio 2004.
Si è compiuta, così, nel peggiore dei modi, la parabola concertativa tra Comune e realtà associative, ove l’Amministrazione esautorava di fatto gli organismi istituzionali di prossimità (Municipi) e la cittadinanza dalle scelte di governo del territorio.