Roma contro l'Elettrosmog

Le richieste del coordinamento

Al fine di dare concreto avvio ad un confronto serio e costruttivo, con l’Assessorato alle Politiche di attuazione degli strumenti urbanistici e con il Sindaco del Comune di Roma, da cui possa evincersi inequivocabile la volontà dell’Amministrazione Comunale di voler fornire risposte certe ai problemi sollevati, vengono ribaditi di seguito i punti qualificanti, costituenti, fra l’altro, il contenuto dell’atto consiliare, di irrinunciabile interesse per questo Coordinamento, la cui azione deve essere orientata verso due principali obiettivi:

  1. interventi di risanamento e bonifica delle situazioni di illegalità, abusivismo e di rischio rispetto alle infrastrutture di telecomunicazione e di rete elettrica esistenti nel territorio comunale;
  2. pianificazione dei nuovi impianti, affidata a regole e criteri capaci di acquisire i principi di partecipazione e decentramento.

E’, infatti, opinione di questo Coordinamento che solo rivisitando le situazioni del passato, da cui è scaturito il fenomeno di proliferazione selvaggia delle infrastrutture di telecomunicazione, è possibile accedere con serietà e razionalità alla pianificazione controllata di una rete, capace di coniugare le crescenti esigenze dello sviluppo tecnologico con le preminenti (e preesistenti) garanzie di tutela della salute e dignità del cittadino.

Punti qualificanti (o piattaforma rivendicativa)

A. avvio di un programma di revisione e risanamento delle infrastrutture ritenute a rischio, in regime di illegalità e/o abusivismo in tutto il territorio comunale, con particolare riferimento a:

  1. elettrodotti, (interramento e/o rilocalizzazione in aree non urbanizzate);
  2. bonifica e rilocalizzazione degli impianti di teleradiodiffusione ubicati a Monte Mario (via Cadlolo);
  3. rilancio delle iniziative rivolte a definire la vicenda della discarica elettromagnetica di Cesano (Radio Vaticana), attivazione delle procedure di cautela e monitoraggio necessarie, in relazione all’esito delle indagini epidemiologiche e contestuale apertura di un tavolo per la delocalizzazione degli impianti;
  4. Stazioni Radio Base ritenute incompatibili, in quanto installate in regime di irregolarità, illegalità ed abusivismo, di cui si chiede la dismissione e/o la rilocalizzazione;

B. predisposizione di un vero e proprio ‘Piano Regolatore’ degli impianti di telecomunicazione, ispirato a criteri di partecipazione sociale;

C. affidamento ad un Delegato del Sindaco di tutte le questioni connesse all’inquinamento elettromagnetico;

D. decentramento ai Municipi delle competenze autorizzatorie in materie di infrastrutture di telecomunicazione;

E. rafforzamento del principio di informazione e partecipazione dei cittadini alle iniziative di monitoraggio e pianificazione;

F. affidamento degli interventi di monitoraggio e pianificazione delle infrastrutture di telecomunicazione nel territorio a soggetti e/o enti qualificati nonché indipendenti per funzione e ruolo, anche in alternativa agli organismi attualmente preposti;

G. istituzione di un gruppo interassessorile (Lavori Pubblici, Ambiente, Sanità) in materia di controllo dell’inquinamento elettromagnetico.

 

Riferimenti ed azioni auspicate

Al fine di poter dare concreta attuazione ai punti sopra riportati, è opportuno che l’Amministrazione Comunale affidi la propria azione ad alcuni modelli di riferimento europei nonchè persegua comportamenti coerenti con l’adozione di principi precauzionali.

In particolare, è opportuno che il Comune di Roma:

  1. effettui una comparazione tra il protocollo d’intesa siglato con i gestori nell’aprile 2002 (rimasto sostanzialmente disatteso) e quello sottoscritto dal Sindaco di Parigi lo scorso anno, attraverso cui è dato registrare:
  • una maggiore articolazione nella pianificazione e programmazione della politica gestionale (decentramento ai Municipi delle procedure autorizzatorie);
  • un diverso approccio del monitoraggio e degli oneri connessi (a carico dei gestori a Parigi, dei contribuenti a Roma);
  • un differente modo di gestire l’informazione alla cittadinanza (il Comune di Parigi si pone quale referente e garante delle esigenze espresse dalla popolazione);
  • un approccio che ha consentito al Comune di Parigi di garantire la copertura della rete di infrastrutture e contestualmente realizzare l’obiettivo della minimizzazione dei rischi di esposizione attraverso il ricorso a soglie di rispetto precauzionali;
  • revochi l’attuale Protocollo d’Intesa Anci – Ministero delle Comunicazioni, basato su premesse normative inaccettabili per una amministrazione locale sensibile alla tutela preventiva dei cittadini;
  • adotti appositi accorgimenti tecnici (scatole nere), idonei ad interrompere le radiocomunicazioni in caso di sforamento della c.d. soglia di rispetto;
  • attui una seria politica di minimizzazione del rischio attraverso la verifica delle opportunità di interramento e/o delocalizzazione degli elettrodotti attualmente collocati in zone densamente abitate;
  • predisponga gli atti necessari per l’intervento “ad adiuvandum” del Comune di Roma nel giudizio dinanzi alla Corte Costituzionale contro il D. Lgs. “Codice delle Comunicazioni elettroniche”;
  • promuova nuove indagini epidemiologiche nelle aree giudicate più a rischio.